nella bellezza

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domenica 21 febbraio 2016

Villa Pisani

Villa Pisani è uno dei grandi tesori del nostro patrimonio nazionale. 
Si trova a Stra, in provincia di Venezia, e si affaccia sul Naviglio del Brenta. E' uno dei più celebri esempi di villa veneta della Riviera del Brenta.
Costruita nel 1721 per la nobile famiglia veneta dei Pisani di Santo Stefano, contava all'epoca 114 stanze in omaggio al 114° Doge di Venezia ,  Alvise Pisani. 




Le stanze, attualmente 168, sono denominate in base all'utilizzo o all'ospite  di riguardo che vi soggiornò.

Nel 1807 Napoleone acquistò la villa dalla famiglia Pisani, finita sul lastrico per debiti di gioco, per il vicerè d'Italia, Eugenio di Beauharnais.
Ecco la stanza dove soggiornò l'Imperatore e che porta il suo nome.



Accanto c'è il bagno, con la vasca a pavimento e rubinetti, un vero lusso per l'epoca!

Nel 1814 la villa diventò di proprietà degli Asburgo, ma dopo l'annessione del Veneto al Regno d'Italia nel 1868 divenne proprietà dello Stato.

Villa Pisani, ora Museo Nazionale, conserva arredi ed opere d'arte del Settecento e dell'Ottocento, tra cui il capolavoro di Gianbattista Tiepolo, "Gloria della famiglia Pisani", affrescato sul soffitto della maestosa Sala da Ballo.













Il parco, che si estende su una superficie di 11 ettari, occupa un'intera ansa del Naviglio del Brenta.




Venne realizzato, prima della villa, su progetto dell'architetto Girolamo Frigimelica de' Roberti, autore anche del famoso labirinto di siepi di bosso, con al centro una torretta sormontata dalla statua di Minerva. Nel Settecento vi si svolgevano giochi di società tra dame e cavalieri.








L'impostazione del parco con lunghe prospettive ricorda i modelli francesi applicati da André Le Notre nei giardini di Versailles, ma riconduce anche alla tradizione veneta dei giardini cintati, aperti da portali e finestre che prolungano le viste sul Brenta.









 





La ghiacciaia, conosciuta anche come "la casa dei freschi", è una collinetta artificiale, completamente cava e circondata da un fossato. Quando d'inverno l'acqua ghiacciava,veniva spaccata in blocchi che confluivano sotto la collina e durante l'estate conservavano freschi cibi e bevande. Insomma una sorta di freezer primitivo abbastanza diffuso un tempo anche nelle zone in cui vivo e che veniva chiamato "giazér".

















 





 





Accanto alle scuderie si trovano costruzioni dedicate alla coltivazione degli agrumi e piante tropicali. 









domenica 14 febbraio 2016

Anglesey Abbey - Un giardino per quattro stagioni

Nei primi anni del XII secolo una  comunità di frati Agostiniani costruì una piccola abbazia in un villaggio a una decina di chilometri a nord-est di Cambridge e la chiamò Anglesey Priory.
Nel secolo successivo i frati acquisirono nuovi terreni intorno al nucleo originario fintanto che nel 1535 furono cacciati da Enrico VIII che, per via del suo rapporto conflittuale con il Papa, aveva deciso di annientare tutti gli insediamenti cattolici nel suo regno.




Nei primi anni del 1600 l'ex abbazia fu acquistata da un certo Thomas Hobson che la trasformò in una residenza di campagna, cambiando il nome di Anglesey Priory in quello di Anglesey Abbey che sembrava più altisonante.
Nei due secoli successivi si alternarono diversi proprietari , fino a quando nel 1926 l'intera tenuta fu acquistata da Huttleston Broughton che diventerà poi Lord Fairhaven.



Il nuovo proprietario, figlio di un ricco petroliere americano, sbarcato in Inghilterra con la famiglia a sedici anni, aveva frequentato l'Accademia Militare a Sandhurst e aveva combattuto nella prima guerra mondiale.
Lasciata la carriera militare si dedicò al restauro completo di Anglesey Abbey,  iniziò a collezionare  mobili d'antiquariato, opere d'arte e statue e fece progettare uno dei più bei giardini d'Inghilterra.
Huttleston non si sposò mai e, non avendo eredi,  quando morì nel 1966 lasciò Anglesey Abbey al National Trust.
In ogni stagione migliaia di visitatori vengono ad ammirare il giardino delle rose, o quello delle dahlie che contengono dozzine di varietà. E poi ci sono i giacinti, i bucaneve, i ciclamini, le erbacee perenni e gli alberi ad alto fusto che in autunno si infiammano di mille colori.











































































E' arrivato il momento di dare un'occhiata anche agli interni :



 


La giusta atmosfera per leggere un buon libro con accanto l'immancabile cup of tea...