nella bellezza

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mercoledì 20 settembre 2017

Il Castello di San Salvatore


Il Veneto è una della regioni italiane che apprezzo particolarmente, forse perché lì ho trascorso alcuni anni significativi della mia vita.
Dal mare alle montagne la regione offre non solo paesaggi dolcissimi, tra morbide colline ricche di vigneti, fiumi che raccontano pagine di storia e di cultura, boschi che mutano il loro colore nelle diverse stagioni, ma anche ospitalità e gentilezza.
Lontano dalle mete turistiche più frequentate, ci sono posti non troppo conosciuti che mi piace  raccontare prima ancora di averli visitati, perché sono comunque lì, in una lista di desideri che prima o poi potrebbero realizzarsi visto che  non sono impossibili.






La storia del complesso che vedete in questa immagine è indissolubilmente legata ai Collalto, un'antichissima famiglia di origine longobarda che tra il XII e il XIII secolo da Treviso si trasferì su questo colle, dove costruì, in posizione strategica per il controllo dei guadi  sul Piave, il castello di San Salvatore. Col tempo all'interno delle sue mura sorse un borgo e alla fine del Medioevo,  la contea, con le terre circostanti, era una delle più estese nel nord della penisola.




Durante il lungo periodo della Pax Veneta , dal '400 al '700, tutto il territorio della Serenissima visse una lunga stagione di benessere economico e sociale, in cui si raggiunse una straordinaria qualità della vita, che si manifestò anche in campo artistico. Il castello di San Salvatore si trasformò gradualmente in residenza signorile in cui ospitare poeti, pittori, musicisti e letterati, come Monsignor Giovanni della Casa noto per il suo celebre Galateo, o la più famosa poetessa del Cinquecento, Gaspara Stampa, che nelle sue  Rime cantò il suo straziante amore per il conte Collaltino.













Nella seconda metà del Settecento, l'ambizioso conte Odoardo fece costruire un imponente palazzo a dimostrazione del proprio potere e prestigio. Sia negli interni  che nel cortile  della dimora domina lo stile rococò, con statue provenienti dalle più note botteghe del Veneto.















Con l'Ottocento inizia il declino del castello che consegnerà al secolo successivo un palazzo signorile ormai segnato dal tempo , appoggiato al grande torrione medievale.





Purtroppo durante la Prima Guerra Mondiale la  posizione strategica sul guado del Piave  pone il complesso al centro di cruenti battaglie tra gli eserciti italiano ed austriaco e nel 1918 San Salvatore offre un'immagine desolante di palazzi e mura gravemente danneggiati.

Nel secondo dopoguerra tuttavia viene avviata un'appassionata opera di restauro da parte del conte Rambaldo per ridare vita a questo straordinario patrimonio storico- artistico e alle soglie del nuovo millennio San Salvatore, le sue terre, i suoi vigneti si presentano in tutto il loro splendore.







































 

lunedì 28 agosto 2017

Lanhydrock Castle and Gardens







Lanhydrock è una delle più belle e famose dimore storiche della Cornovaglia. Costruita in pietra locale attorno ad un cortile interno fu completata tra il 1640 e il 1642, e, successivamente, ampiamente restaurata dopo il devastante incendio del 1881.

Fin dal 1620 la tenuta di Lanhydrock è stata per secoli, e con vicende alterne, di proprietà dei Robartes,  una ricca famiglia di banchieri e commercianti di stagno, assunta poi, con Richard Robartes, al titolo di sir.






Quando nel 1821  divenne proprietà di Thomas James Agar-Robartes  e della moglie Juliana, la villa venne notevolmente
ampliata  e furono realizzati i primi giardini, che oggi attraggono molti turisti.
Dopo l'incendio del 1881 , il figlio della coppia, soprannominato il piccolo Lord per via della sua bassa statura, ricostruì la dimora in stile vittoriano, dotandola di tutti i comforts disponibili all'epoca.
Nel 1953 la tenuta fu ceduta al National Trust.



 



















































Gli arredi interni ricostruiscono lo stile di vita in epoca vittoriana della nobiltà, sostituita gradualmente dalla ricca borghesia, nelle dimore di campagna.


































Lanhydrock è circondata da 900 acri di parco e boschi, dove è possibile fare lunghe passeggiate attraverso numerosi sentieri.
Mentre intorno alla dimora principale si trova il giardino formale con il tradizionale parterre, un sentiero tra magnolie ,rododendri e camelie conduce fino ai margini del bosco.













La Cornovaglia è una regione ricca di grandi e piccole ville di campagna e rigogliosi giardini. Io non l'ho mai visitata, ma ho annotato il suo nome nel mio libro dei desideri quasi impossibili...
































domenica 30 luglio 2017

Chateau de Martainville





Jacques Le Pelletier, figlio di una ricca famiglia di commercianti originari della Provenza, acquistò nel 1481 il feudo di Martainville, consistente allora di 25 ettari. Armatore, ma anche borgomastro della città di Rouen, era in cerca di uno status sociale più nobile e qualificato e per questo decise di costruire un castello su questo territorio sul finire del XV secolo.



L'aspetto in origine è quello di una fortezza delimitata da quattro torri ,  circondata da un fossato, con un ponte levatoio e un camminamento di ronda sugli spalti, ma  nell'insieme il castello preannuncia già il Rinascimento, sia nella struttura , sia nei materiali impiegati, insoliti per l'epoca, come i mattoni rossi e neri che ricordano  le costruzioni delle Fiandre.




Insomma il castello di Martainville è da considerarsi come uno dei primi esemplari del Rinascimento normanno.

Quando Jacques Le Pelletier muore nel 1510, è il nipote Jacques, il secondo con questo nome, che eredita il suo vasto patrimonio e inizia una radicale trasformazione del castello, facendo riempire il fossato, accentuando i tetti a punta delle torri, allargando le finestre e installando comignoli , trasformando così il castello in una maison de plaisance  .








La facciata in particolare viene completamente trasformata : il ponte levatoio viene sostituito da un elegante portale finemente decorato, in corrispondenza del quale viene costruita al primo piano una cappella.

Nel 1545 Jacques muore prima di aver completato i suoi progetti e la famiglia interrompe immediatamente i sontuosi lavori in corso. Un inventario dell'epoca certifica comunque che le pertinenze del castello, come la colombaia, il fienile, il granaio e la scuderia sono stati completati.











Nel 1571 uno dei figli, Richard, riceve un titolo nobiliare e ottiene il permesso di cambiare il nome del castello da Le Pelletier in Martainville.
La tenuta resta di proprietà della famiglia fino al 1781 quando l'ultima discendente muore senza eredi. Il castello resta vuoto e abbandonato, mentre nei terreni sopravvive qualche piccola attività agricola.

Nel 1905 un mercante di bestiame lo rileva con l'intenzione di demolire il castello ormai in pessime condizioni, ma lo Stato lo riacquista in extremis ; tutti gli arredi però sono stati nel frattempo dispersi.

Verso la metà del secolo scorso l'edificio è  restaurato e destinato a museo delle arti e tradizioni normanne, aperto al pubblico dal 1961.
Conserva ancora tutte le  pertinenze, la colombaia, il forno per il pane, la scuderia e dal 2014 sono in corso i lavori per il rifacimento del giardino rinascimentale.
















Oggi il castello ospita il Museo delle Arti e Tradizioni normanne con ricche collezioni in 28 sale in cui viene rappresentata la vita quotidiana in Normandia dal XVI al XIX secolo : mobili, tessuti , strumenti musicali, gioielli costruiti in Normandia nel corso dei secoli.