nella bellezza

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mercoledì 24 maggio 2017

Le chateau de la Belle au bois dormant















Così lo scrittore francese Pierre Loti, originario di Rochefort, definì il castello de la  Roche Courbon, quando lo vide in stato di completo abbandono, insieme al parco, mentre si recava a trovare una sorella che viveva a Saint Porchaire. In effetti il castello era stato abbandonato dai proprietari da lungo tempo.

Costruito come fortezza su uno sperone roccioso verso la fine del XV secolo , il castello era inespugnabile grazie alle sue possenti torri e al terreno acquitrinoso che lo circondava. Con il trascorrere del tempo, superati i continui conflitti interni alla regione, divenne nel XVII secolo una dimora di straordinaria bellezza , circondata da giardini alla francese simili a quelli che sarebbero stati realizzati successivamente nella reggia di Versailles. Tuttavia, dopo la Rivoluzione Francese la proprietà cadde progressivamente in rovina.
 
Fu proprio grazie all'interessamento di Pierre Loti e alla sua popolarità, che venne promossa una campagna di sensibilizzazione nei confronti di questa dimora che non meritava di finire nel completo abbandono. Fu così che nei primi decenni del Novecento Paul Chénereau ne divenne proprietario, provvedendo al completo restauro sia degli edifici che del giardino.
 














Dal 1946 il castello , con i suoi giardini e il parco, è classificato come monumento storico ed è aperto al pubblico.



















Trattandosi di una residenza privata,  gli interni del castello  sono soggetti a privacy, tuttavia sono disponibili in rete alcune immagini che testimoniano la raffinata eleganza degli arredi .
















Nel castello è possibile visitare anche un piccolo museo dove vengono conservati alcuni interessanti reperti archeologici venuti alla luce nel terreno adiacente il complesso durante la riqualificazione del parco e dei giardini. Inoltre , come è ormai consuetudine per il mantenimento delle antiche dimore, vengono organizzate molte attività di intrattenimento per i visitatori grandi e piccini.



















sabato 29 aprile 2017

Le chateau de Jumilhac






Descritto nel XIX secolo da Gustave Doré come " il più romantico di Francia ", il castello di Jumilhac , di proprietà della famiglia fin dal XVI secolo incanta il visitatore della Dordogna per l'armonia dei volumi e la simmetria delle architetture.






I suoi tetti si slanciano verso l'alto in una armoniosa alternanza di coni e piramidi, con i pinnacoli dal significato allegorico che si stagliano contro il cielo.













A trasformare così la fortezza feudale eretta tra il XIV e il XV secolo, fu Antoine Chapelle, primo conte di Jumilhac (1579), alchimista e letterato, alla continua ricerca della Pietra Filosofale.
















L' eleganza dell'edificio si rinnova nell'arredo degli interni:


























e come in ogni castello che si rispetti , anche qui non manca un'antica leggenda :







Quella di Louise de Jumilhac, sposa a 16 anni nel 1610 e vittima  di un marito molto molto geloso.





Il giovane di cui la  donna era innamorata già prima delle nozze, aveva la consuetudine, travestito da pastore, di portare le pecore al pascolo sotto le mura del castello e lei lasciava cadere il suo fuso (forse con un messaggio) , per cui è ricordata con il soprannome "la Fileuse" . Quando il marito si accorse della tresca, rinchiuse la moglie in una stanza del castello e lì la lasciò per molti, molti anni. Secondo alcune fonti però, alla morte del marito e alla fine della sua lunga prigionia, Louise riuscì comunque a coronare il suo sogno d'amore.





Già dal XVII secolo esisteva intorno al castello un giardino formale, con numerosi parterres. Purtroppo però nel corso del tempo e a causa di vicissitudini diverse, tra cui guerre e siccità, l'impianto originale era andato scomparendo.
 
Oggi però i giardini rivivono con lo splendore di un tempo anche se su una superficie più limitata.
























































sabato 15 aprile 2017

Il Castello de la Rochepot

Tra le belle cose viste in Borgogna che ricordo in maniera particolare, oltre ai vigneti e ai ricami , ci sono le tegole smaltate che ricoprono certi tetti spioventi  come quello, ad esempio ,dell'Hotel Dieu a Baune, uno stupendo mosaico di geometrie eleganti e colorate.

Per questo non potevo tralasciare, nelle mie visite virtuali a castelli e fortezze, una breve sosta al castello di La Rochepot, non lontano dalla cittadina medievale di Nolay, che ripropone proprio i  tetti tipici di questo territorio. 






Il castello, che occupa una posizione straordinaria sul picco roccioso della Roche-Nolay, fu costruito nel XIII secolo sui resti di una più antica fortezza distrutta da un incendio. Rimaneggiato più volte nei secoli successivi, conserva la cinta  di mura difensive esterna e diverse torri massicce ma eleganti.  







Nel 1403, di ritorno dalle Crociate, Règnier Pot, Ciambellano del Duca Filippo II di Borgogna nonché Cavaliere del Vello d'Oro, acquistò il castello, che allora si chiamava Château de la Roche Nolay, e lo ribattezzò con il suo nome Château del la Rochepot.




Parzialmente distrutto durante la Rivoluzione francese, fu a poco a poco quasi completamente smantellato, fino a che  nel 1893 Cécil Carnot, moglie del Presidente della Repubblica Sadi Carnot, ne acquista le rovine per farne dono al figlio primogenito, colonnello di fanteria , che nei 25 anni successivi si farà carico, sotto la guida dell'architetto Charles Suisse, di un meticoloso restauro storico,  ridando alla dimora lo stile dei castelli del XV secolo.

























Superato il ponte levatoio si accede a un ampio cortile interno, dove , tra l'altro, si trovano  un pozzo profondo 72 m. e una cappella del XII secolo scolpita nella roccia.


















































All'interno del castello si possono visitare il vestibolo, la sala delle guardie, la sala da pranzo con  camini variamente colorati e i lucidi rami della favolosa cucina. Al piano superiore della torre nord, a cui si accede per mezzo di una scala a chiocciola , si trovano le camere da letto e il cammino di ronda da cui si può ammirare uno splendido panorama.