nella bellezza

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venerdì 2 dicembre 2016

Balmoral Castle

Se trascorrete la maggior parte dell'anno in una casa così





mi sembra giusto che per trascorrere le ferie in un luogo più intimo e riservato  la scelta sia questa

















Infondo il concetto di spazio è relativo...
Naturalmente stiamo parlando di lei, dell'ormai mitica e inossidabile Queen Elizabeth II e della, o meglio, delle sue dimore più conosciute, Buckingham Palace a Londra, e Balmoral Castle in Scozia. Ed è su questa dimora che vorrei oggi soffermare la mia attenzione.

A differenza di altre , la tenuta di Balmoral non appartiene alla Corona ma è una proprietà privata trasferita in eredità da una generazione all'altra.



 Già verso la fine del XIV secolo  re Robert II di Scozia aveva fatto costruire un casino di caccia in questa parte delle Highlands, a cui si aggiunsero numerosi altri edifici nei secoli successivi, ma il castello di Balmoral, così come lo vediamo ora, fu costruito per volere della regina Vittoria fra il 1853 e il 1855 perchè quello in uso all'epoca era decisamente troppo piccolo...





Lo stesso Principe Alberto, che ovviamente dovette acquistare un bel po' di terreno per far posto al nuovo edificio, contribuì direttamente alla costruzione del castello, non solo come supervisore, ma progettando anche diversi elementi del complesso.
Nel suo diario la regina Vittoria definiva Balmoral come il suo "dear paradise in the highlands" e in effetti amava trascorrere molto tempo al castello. I suoi discendenti avrebbero poi apportato delle migliorie alla proprietà: Giorgio V fece aggiungere un giardino formale nella parte meridionale della proprietà, mentre il principe Filippo fece allestire un giardino d'acqua e bordure di erbacee perenni negli anni '50.




Praticamente Balmoral è rimasto da sempre la residenza estiva della famiglia reale, che ogni anno trascorre qui un lungo periodo di vacanza. Pare che i giardinieri del castello si adoperino con grande impegno per garantire le migliori fioriture possibili proprio nel periodo di soggiorno della loro sovrana.



























Ogni anno migliaia di turisti vengono a visitare il castello e  i boschi circostanti ricchi di esemplari di fauna locale , senza tuttavia disturbare la privacy della famiglia reale durante il suo soggiorno.
E a proposito di privacy, proprio dalle foto di famiglia che nel corso degli anni sono state scattate nelle giornate d'estate trascorse a Balmoral , si può cogliere la "normalità" di chi, accantonate corone e titoli, appare nelle vesti di comune mortale


















Sempre nella tenuta di Balmoral si trova  Birkhall, una costruzione datata 1715 , acquistata dal Principe Alberto in occasione dell'ampliamento del castello e donata nel 1852 al figlio Edoardo,principe di Galles, che la frequentò pochissimo, preferendo soggiornare nel vicino castello di Abergeldie





Così, nel 1884 la regina Vittoria si riprese la proprietà destinandola ad accogliere i suoi ospiti e parte della servitù.
Fu solo nel 1930 che re Giorgio V affidò la dimora al Duca e alla Duchessa di York che ristrutturarono la casa e ricostruirono i giardini, di cui entrambi amavano prendersi cura personalmente. Le giovani principesse Elisabetta e Margaret Rose trascorsero molte vacanze davvero felici in questo angolo di Scozia.
 
 



Quando però il Duca di York salì al trono con il titolo di Giorgio VI,la famiglia dovette trasferirsi nel castello di Balmoral,la dimora che più si confaceva al nuovo ruolo di sovrani, ma  Birkhall e i suoi giardini non sono mai stati dimenticati, tanto che , dopo la morte del re nel 1952, la Regina Madre tornò a trascorrevi le vacanze estive, per completare quei progetti che aveva condiviso anni prima con il marito.






Alla sua morte, nel 2002, la proprietà è passata al nipote, Principe Carlo, anch'egli grande appassionato di giardinaggio, che ha dichiarato di essere particolarmente affezionato al giardino della nonna che ha cercato, in suo onore, di rendere ancora più lussureggiante.











Devo dire che questa storia di case, giardini e affetti a me è piaciuta, forse perchè è diversa dai soliti pettegolezzi insulsi e maligni con cui certi giornali amano parlare di persone note al grande pubblico.



 

venerdì 25 novembre 2016

Coral Castle

Capita a volte di imbattersi in storie curiose, al limite della credibilità. 
Guardate un po' quella che ho trovato qui :




 Siamo dall'altra parte del mondo,più precisamente in Florida, a Homestead.
Tutto cominciò da una sfortunata storia d'amore : il giorno prima delle nozze, Edward Leedskalnin, scultore amatoriale lettone naturalizzato statunitense, fu abbandonato dalla sedicenne Agnes, la donna della sua vita. Per consolarsi dalla delusione e costruire qualcosa che ricordasse per sempre il suo amore, Ed incominciò a realizzare un'opera che avrebbe portato avanti sino alla fine dei suoi giorni, dal 1923 al 1951.






Prima di lui solo l'imperatore Shaha Jahan aveva fatto costruire ad Agra nel 1632 lo straordinario Taj Mahal in onore della donna amata , morta nel dare alla luce il quattordicesimo figlio. Anche allora la costruzione del mausoleo era stata abbastanza laboriosa, c'erano voluti vent'anni e la mano d'opera di migliaia di schiavi, mentre qui in Florida Ed fa tutto da sè.




Coral Castle è una struttura architettonica in pietra calcarea progettata e realizzata da un solo uomo, che ha scolpito e posizionato enormi blocchi di pietra senza l'aiuto di nessuno e senza l'impiego di mezzi meccanici.

La cosa che più stupisce è che Ed era alto solo 1,52 m e non pesava più di 46 Kg. Inoltre aveva studiato solo fino alla IV elementare perciò non poteva avere particolari nozioni di fisica o ingegneria.
Eppure Coral Castle è lì tutta da vedere ed è diventata una grande attrazione turistica.




Chissà se Ed aveva qualche potere magico per costruire a mani pressocchè nude una torre a due piani, una cinta di mura che racchiude un giardino con un obelisco, un pozzo, una fontana, tavoli, sedie, una meridiana, un trono e altro ancora....o forse tra i suoi avi c'era il misterioso architetto che aveva progettato Stonehenge...




Dopo la morte dello scultore, il castello fu ereditato da un nipote che nel 1953 lo cedette ad una famiglia dell'Illinois. Nel 1981 l'opera di Leedskalnin, che in origine aveva il nome di Rock Gate Park, fu acquistato dalla Coral Castle Inc. che la rinominò e trasformò in Museo.


















































 

venerdì 14 ottobre 2016

Villa Litta

Spesso si tende a parlare della Lombardia come della regione leader nel settore dell'industria e del commercio, della moda e della finanza, dimenticando un po' la straordinaria bellezza dei suoi laghi e dei suoi monti, nonchè quella di tante città, grandi e piccole, che raccontano la  lunga, e a volte travagliata, storia di questo territorio.

La Lombardia infatti non è stata e non è solo terra di lavoro e di conquista per gente di passaggio, ma anche culla di arte , cultura e bellezza, come testimoniano, ad esempio, le numerose ville patrizie sorte nei secoli passati  nella pianura , sulle rive dei laghi e alle porte di Milano. 
Dindi mi ha raccontato di aver visitato recentemente i giardini di Villa Litta e così ho pensato di fare anch'io la mia consueta visita virtuale... 











 Il suo nome per intero è Villa Visconti Borromeo Arese Litta e in questo nome c'è praticamente la sua lunga storia.

Fu Pirro I Visconti Borromeo a trasformare un cascinale, adibito ad attività agricole nel latifondo lainatese, in una grande villa signorile nel 1585 avvalendosi, lui stesso uomo di vasta cultura, dei migliori artisti lombardi.
Pirro si occupò anche dell'impostazione del giardino nel quale venne eretto il Ninfeo, o "edificio di frescura", un complesso architettonico composto da una successione di stanze decorate a mosaico e grotte artificiali, reso famoso per i suoi eccezionali giochi d'acqua tuttora funzionanti.



























Verso la metà del Settecento, dopo la costruzione del Palazzo Occidentale da parte di Giulio Visconti Borromeo Arese, ultimo erede della famiglia, la Villa passò al genero, il marchese Antonio Litta,che si dedicò al rinnovamento del giardino sulla base dei criteri estetici tipici del tardo Settecento, con l'introduzione di effetti prospettici scenografici.



























La villa continuò a prosperare fino al 1870 quando, a seguito dei problemi economici della famiglia Litta, fu confiscata dal demanio.
Con la seconda guerra mondiale il complesso iniziò un progressivo periodo di decadenza fino a quando nel 1970 il Comune di Lainate l'acquistò facendosi carico del suo restauro grazie alla collaborazione di numerosi Enti pubblici e privati, riportandola al suo antico splendore.

















Nel 2016 il Parco di Villa Litta ha ottenuto il riconoscimento di giardino pubblico più bello d'Italia.