nella bellezza

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giovedì 9 ottobre 2014

Il mio limone

Sarà perchè parlando del mio giardino non l'ho mai nominato - lui se l'è presa a male e ora si mette in mostra - , sarà perche il tepore di queste giornate d'autunno ha portato fin qui il clima mite dei nostri laghi, o forse semplicemente perchè in estate ha avuto la giusta dose di acqua e sole, comunque sia, il mio limone da qualche giorno è letteralmente esploso:


Sui suoi rami spuntano a ripetizione le zagare con il loro profumo delicato; hanno l'aspetto di grosse perle candide che poi si aprono per scoprire il loro tesoro:


Dopo qualche giorno i petali cadono e al loro posto compaiono dei piccoli pallini verdi che piano piano crescono fino ad assumere la forma che avrà il limone maturo, ma con dimensioni decisamente ridotte.
Per forma e colore si confondono con le foglie e a volte è difficile distinguerli.
Per qualche giorno lo lasceremo ancora all'aperto a godersi il sole nel suo grande vaso di terracotta e poi lo metteremo al coperto, al riparo da improvvise gelate, così che possa portare a termine il suo lavoro.
Se tutto andrà bene avremo un buon raccolto e nulla andrà sprecato. Oltre all'utilizzo per uso corrente, il succo verrà spremuto e congelato in cialde separate che saranno utili per dare sapore a un bicchier d'acqua, per una tazza di the, per cucinare, ecc. Le scorze invece verranno messe in infusione nell'alcool per fare un gradevolissimo liquore, il limoncello, secondo una ricetta che mi ha insegnato la mia amica Angela.
E per farmi perdonare dal mio limone, vi dirò anche del vivaio in cui lo abbiamo acquistato tanti anni fa in Toscana.




Questa è la spalliera di limoni a ridosso della casa colonica da cui è partita l'attività dell'azienda agricola specializzata nella coltivazione degli agrumi per uso ornamentale.



 La coltivazione degli agrumi in vaso in Toscana risale al tempo dei Medici, i quali apprezzavano molto queste piante sia per la loro bellezza, sia per il sapore dei loro frutti.
Gli agrumi erano coltivati in vasi di terracotta che andavano ad ornare i giardini delle ville dei signori. Durante la stagione invernale, essendo piante sensibili al freddo, venivano ricoverati in appositi locali muniti di grandi vetrate chiamati "limonaie" e riscaldati con bracieri.
La consuetudine della coltivazione degli agrumi in vaso nelle ville patrizie si è mantenuta per secoli, ma con il cambiamento delle condizioni socio-economiche degli ultimi 50/60 anni questa tradizione è andata largamente diffondendosi fra la popolazione comune.


I signori affidavano spesso la cura delle piante ai contadini che lavoravano nelle proprie fattorie. Questi, non possedendo né vasi né limonaie, iniziarono a piantare gli agrumi a ridosso della parete sud della casa in cui vivevano in modo da poterli proteggere meglio durante l'inverno.


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