nella bellezza

nella bellezza

domenica 11 dicembre 2016

Il giardino botanico di Hunbury

No, non siamo nella verdeggiante campagna inglese come il nome del giardino farebbe supporre, ma in una splendida oasi di pace della nostra Riviera Ligure, a pochi chilometri dal confine con la Francia.



Fu l'amore per la natura, e ovviamente la mitezza del clima mediterraneo, a portare fin qui, vicino a Ventimiglia, nel 1867 una famiglia inglese in cerca di un luogo adatto  dove collocare piante provenienti da diverse zone climatiche del mondo, che avrebbero beneficiato di una esposizione favorevole e del clima mite per diventare uno dei giardini botanici più famosi d'Europa.



Il nome che il giardino porta ancora oggi, è quello di Sir Thomas Hunbury, appassionato viaggiatore, che aveva fatto fortuna con il commercio del the in Oriente e poichè aveva collezionato diverse specie botaniche, acquistò il palazzo dei conti Orengo di Ventimiglia e i terreni circostanti sul promontorio della Mortola dove incominciò a creare il suo personalissimo giardino con l'aiuto di suo fratello Daniel e di diversi botanici inglesi e tedeschi.




Non fu facile addomesticare questo promontorio che da un'altezza di 103m, degrada progressivamente fino al mare e ci vollero decenni per realizzare il progetto che sir Thomas aveva in mente. Quando morì nel 1907, il figlio Cecil e soprattutto la nuora, Lady Dorothy, portarono avanti i lavori fino alla seconda guerra mondiale, quando il sito dovette essere abbandonato.



Purtroppo durante il periodo bellico il giardino fu gravemente danneggiato, tanto che gli eredi furono costretti a venderlo allo Stato italiano nel 1960.
Passarono molti anni prima che si trovassero i fondi per riportarlo al suo antico splendore, ma dal 1987, quando la responsabilità della sua gestione passò all'Università di Genova, i numerosi interventi di restauro hanno riportato in vita quest'oasi di bellezza che dal 2000 è considerata area naturale protetta.






























































































































Nessun commento:

Posta un commento