nella bellezza

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martedì 26 marzo 2019

Doddington Hall and Gardens




Con l'arrivo della primavera non posso far a meno di visitare, almeno virtualmente,  i giardini inglesi, che per le loro caratteristiche, in gran parte dovute al clima  di quel paese, sono quelli che apprezzo maggiormente. In particolare mi piace la varietà di piante erbacee collocate nel walled garden, quasi sempre presente accanto alle grandi dimore.
 
Doddington Hall, nel Lincolhshire, è proprio una di quelle dimore collocate al centro di  un piccolo paradiso terrestre.
 
 
 
 
 
 
 
La grande dimora di epoca Elisabettiana fu completata nel 1600 per opera di Robert Smythson , uno degli architetti più autorevoli dell'epoca. Ampiamente rimodernata negli interni intorno al 1760, non è mai stata venduta, ma è sempre appartenuta alla stessa famiglia per più di 400 anni.
I costi di manutenzione della tenuta sono molto elevati, pertanto i proprietari hanno dovuto necessariamente adottare quelle iniziative che consentono oggi di far fronte alle spese : apertura al pubblico con visite a pagamento, organizzazione di pranzi di nozze, vendita al dettaglio dei prodotti dell'orto, del giardino, ecc.


 
 
 
 
 
 
 
I tempi sono cambiati e, come succede un po' ovunque nella vecchia Europa, occorre attivare fantasia e buona volontà per preservare un patrimonio unico e irripetibile.
Così hanno fatto i proprietari di Doddington Hall, nonostante l'ingombrante presenza dell'immancabile fantasma del maniero, quello di una casta fanciulla che, inseguita da un arrapato esquire, si buttò dal tetto più alto dell'edificio e che ancora oggi in autunno ripete quel tragico gesto urlando di terrore.




Nel giardino attorno alla dimora si alternano verdi prati ben rasati con ricami di arte topiaria e con bordure fiorite che mutano colore con il progredire delle stagioni.


 




















 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Ovviamente oltre che nei giardini che circondano Doddington Hall, è possibile, una volta superati i cancelli, addentrarsi nel verde circostante, ricco di percorsi interessanti a contatto con una natura più spontanea, e comunque accattivante.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
All'interno della dimora poi, la presenza della stessa famiglia per oltre quattrocento anni ha prodotto una ricca collezione di mobili, arredi, ritratti, arazzi, oggetti comuni, porcellane raffinate, oltre ovviamente ad aneddoti e storie curiose, conosciute ormai dentro e fuori Doddington Hall, come quella del cane ritratto nel dipinto sopra il camino che risale al 1693.
 
 
 
 
 
Si racconta che un giorno del 1688, Henry Stone, Esquire di Skelingthorpe, era uscito a caccia con il suo cane, quando vide un magnifico fagiano appostato su un albero. Non appena puntò il fucile per sparargli, il cane afferrò improvvisamente le falde della giacca del padrone spingendolo da parte e quando Henry Stone puntò di nuovo  il fucile, il cane cercò in ogni modo di trattenerlo. Proprio in quel momento un lampo si abbatté sull'albero tranciandolo in due e se il padrone avesse sparato al fagiano e si fosse avvicinato per raccoglierlo avrebbe potuto egli stesso essere colpito dal fulmine o dall'albero in caduta.
L'aneddoto fu presto assorbito dal folklore locale, tanto da essere immortalato in un dipinto.
 
 
 
 
 
 
Numerosi ritratti di famiglia accolgono i visitatori dalle pareti dei salotti , della sala da pranzo e dalle numerose stanze che in occasione di particolari ricorrenze vengono riccamente addobbate per gioia degli ospiti, grandi e piccini.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Per gli amanti della storia, del costume, delle tradizioni e del bello, credo che Doddington Hall sia un luogo da visitare, specialmente, a mio parere, quando i suoi giardini sono al massimo del loro splendore.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

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